Macroeconomia

 Punti di forza

  • Una riconosciuta stabilità macroeconomica conseguente al rigore con cui sono state condotte le politiche fiscali e monetarie dopo la crisi del 1994-95
  • Un’ampia disponibilità di risorse minerali (soprattutto petrolio, gas ed argento, ma anche piombo, grafite, fluorite, antimonio, uranio)
  • Un mercato del consumo relativamente ampio (in considerazione dei dati sulla popolazione e sul reddito procapite)
  • La contiguità geografica con gli Stati Uniti (rafforzata dall’Accordo NAFTA/ASPAN)
  • I numerosi accordi commerciali preferenziali (fra i quali, oltre al NAFTA, quelli con l’UE e con il Giappone)
  • Una forza lavoro (44 milioni di persone) giovane, qualificata e relativamente conveniente

 

 Debolezze

  • La redistribuzione della ricchezza. Il 57,4% del reddito nazionale è detenuto dal 20% più ricco della popolazione, mentre il 20% più povero detiene solo il 3,5% del reddito nazionale
  • L’eccessiva dipendenza da assets non produttivi e, per propria natura, altamente variabili: petrolio rimesse degli emigranti investimenti esteri, turismo
  • La forte dipendenza dell’andamento dell’economia messicana dall’andamento dell’economia statunitense
  • La mancata approvazione di riforme strutturali (energetica, del mercato del lavoro, telecomunicazioni, dell’istruzione e dello Stato), che pregiudica il conseguimento di più elevati tassi di crescita

Principali indicatori economici

2006 2007 2008 2009
PIL (milioni di US$) 952.336 1.025.431 1.088.120 n.d.
Variazione PIL + 4,6% + 3,3% + 1,4% – 7,1%
Importazioni (migliaia di US$) 256.130,40 282.041,47 308.848,63 237.392,55
Esportazioni (migliaia di US$) 249.997,17 271.958,38 292.665,80 222.849,55
Inflazione 3,3% 3,8% 5,1% 5,5%
Tasso d’interesse 7,19 7,18 7,8 5,1
Evoluzione IDE (migliaia di US$) 19.290,60 24.686,40 22.481,20 n.d.
Bilancia commerciale (milioni di US$) – 6.133,23 – 10.083,09 – 16.182,83 -14.264,42

Fonte: ICE, EMIS.


Durante l’ultima decade il governo messicano ha implementato politiche pubbliche che hanno consolidato la sua stabilità macroeconomica garantendo un aumento del PIL e un tasso d’inflazione che segue la  traiettoria prevista dalla Banca del Messico (el Banco de México).

Il Messico ha inoltre seguito una politica di controllo del debito in base al finanziamento interno del deficit pubblico, sdebitamento esterno e finanziamento interno a lungo termine con strumenti ad un tasso nominale fisso. Queste azioni hanno contribuito a migliorare i rating di rischio del Paese ed a creare certezza e credibilità nei mercati finanziari e nell’economia in generale portando il Paese verso una sostanziale stabilità macroeconomica.

L’esistenza di un’infrastruttura e di mezzi di comunicazione moderni e sicuri, che rendano più facile lo scambio ed il consumo di beni e servizi, costituisce un elemento fondamentale per competitività del Messico.

Commercio internazionale e investimenti esteri

Il Messico è il 2º Paese con più trattati internazionali nel mondo: 234 unilaterali e 122 multilaterali, così come l’unico Paese che copre due dei mercati più importanti del mondo: l’America del Nord e l’Unione Europea. In totale il Messico ha una copertura in 44 paesi attraverso la sua rete di trattati.

Il Messico ha focalizzato i suoi sforzi nella diversificazione dei mercati per i suoi prodotti e servizi e – attraverso trattati di libero commercio e accordi di ssociazione economica – ha stabilito vincoli proficui con economie d’Europa, d’Asia e d’America Latina.

Tra il 1997 e il 2007, il valore del commercio del Messico è cresciuto in media ad un ritmo annuale:

Del +13% con la Unione Europea

  • Del +20,3% con le economie asiatiche
  • Del +14,3% con i partner dell’America Latina

L’attrattività del Messico come destinazione di investimenti e come partner commerciale deriva dalla positiva combinazione tra rischio limitato e beneficio. In particolare, la possibilità di realizzare investimenti proficui è garantita dalla crescita del mercato interno, dall’accesso alle materie prime a prezzi competitivi e di alta qualità, dalla qualità dei servizi a costi bassi e dall’estesa rete di Trattati di Libero Commercio.